Casa

12.01.2025

Da qualche parte, tra le campagne Laziali, c'è un vialetto incolto, dove si distinguono solo i due solchi scavati dalle ruote che negli anni lo hanno calpestato. 

Curva, ancora e ancora, sembra non portare da nessuna parte, eppure, ti porta a casa mia, a quel piccolo ulivo cresciuto con me, a quello spiovente tetto verde che quasi scompare tra le chiome degli alberi.

Una casa è fatta di persone. 

La mia casa è vuota, ma è piena di storie, quando ci entri quel camino lo vedi acceso, ne senti il calore. Quelle foto prendono vita nei tuoi occhi, quei fiori secchi profumano di miele; quegli strani strumenti musicali attaccati alle pareti, girano e suonano per te, per portarti nella piazza di un paesino che odora di vecchio. Circondarti di gente che canta e balla.

Quella sedia a dondolo rotta, si prende una pausa dalla sua pensione, per cullare la tua mente.  

Se apri la porta finestra scoprirai un paesaggio di luce e colori dove il tocco umano sembra sparire nel verde delle campagne, un verde che nulla esalta come la pungente aria di montagna. 

Mentre i monti si rincorrono in un sovrapporsi di dolci curve riscoperte dall'alto svettare dei pini, gli ingranaggi della mente restano ammaliati dal placido scivolare della rugiada sui petali gialli dei fiori di colza.

Giulia Brigida 

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